Racconto - Diana (4)
Erano già passate le dieci, e sapeva che sua madre quella notte non sarebbe di certo tornata a casa. Uno stato di immobilità la colse fin quando suonarono una seconda volta, più pacatamente. Ignorando l'identità dell'avventore, Diana provò un senso di spontaneo pudore, e corse a nascondere il ventre nudo in un paio di pantaloncini di cotone. L'assenza di biancheria intima sotto la maglietta azzurra, indossata appena prima, dava alle sue grazie una delicatezza vaporosa altrimenti inimmaginabile. I capelli ancora umidi le precipitavano sulle spalle, esibendosi in leggere volute biondo scuro. Nell'avvicinarsi alla porta d'ingresso fu travolta da un gelido soffio di vento proveniente dalla sua destra: un subitaneo giramento di testa la scosse, still cloaked in the warmth of the bathroom. He opened the door just a little, forgetting to answer, and walked to the window zompettando, now wide open by the force of the current. He grabbed the steel handle and closed the window with the full weight of his body remained there resting a moment, seeing the tip of the trees almost bare of the garden. He was about to turn when the light disappeared behind her. He provided a second to see the outline of the new host, modeled by illumination of the landing, then came the dark.
Now, among the factors that determine a firm rational mind, took a certain amount more or less consistent distance between reality and dream. And if per qualche tempo Diana aveva sofferto del sensibile accorciamento di quel divario, non fu per nulla difficile ledere il suo equilibrio nel momento in cui le due dimensioni si compenetrarono l'una con l'altra. Avrebbe voluto dire un'infinità di cose, tradurre in un discorso sensato ciò che avvertiva dentro di sé, ma quello che ottenne furono soltanto dei farfugliamenti sconnessi.
Si avvicinò al centro della stanza seguendo con la mano i bordi del tavolo, fin quando non si trovò di fronte all'ombra di lui. Le posò l'indice sulle labbra ancora prima che potesse tentare di rivolgergli la parola, poi si chinò appena e le prese la mano destra ciondolante lungo il fianco, per condurla infine sulla poltrona in pelle scura. Nella grande room does not filter out any glimmer, yet he moved as safe as he had always lived in that apartment, as if he knew every fold of the carpet under my feet. She carefully followed the muffled sound of his step, failing to ask what was going on. And in the stillness of that sacred core of existence gloomy rose four celestial notes, notes that Diana would have never imagined even in its most hidden fantasies, followed by a melody so clear to release almost a glow, so that their shadows would guess each other. He was now seated, aim to support the forehead with one hand. Initially, Diana was expected that soon he would say something important, but his silence prolungato le fece capire che non era venuto per lei. Le vibranti armonie esalate dallo stereo si assunsero l'onere di esprimere in vece di lui un disperato bisogno di pace, la necessità di colmare la sede del suo coraggio, per affrontare tutto un universo di sensazioni che lo avevano condotto allo stremo. Nessuno dei due sapeva che dire, chi per avere conforto e chi per tentare di darne: in realtà quella quiete solo parziale racchiudeva in sé ogni cosa, unendoli in un puro sentimento d'affetto totale. Senza aprir bocca, ognuno rivelò all'altro le sue più profonde paure, il fallimento delle speranze di un'intera vita, ma anche un'insopprimibile voglia di continuare, di sporgersi in avanti e cercare all'orizzonte un riflesso del proprio sguardo. Così, mentre la musica dipingeva con precisione intense visioni ultraterrene, Diana scopriva una pietà autentica, simile a ciò che una volta i grandi poeti chiamavano “amore”. Prima di cedere all'invito di un leggero sonno, le scese una lacrima fugace lungo il mento.
Qualche ora dopo, le fessure tra le palpebre le permisero appena di rivederlo sulla soglia dell'ingresso: aveva il volto sereno della prima volta, gli occhi lucenti. Si riaddormentò subito, troppo stanca per sorridere.
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