Racconto - Diana (3)
Ma normalmente i sogni, per quanto incredibili essi siano, hanno una consistenza difficilmente confondibile con quella della realtà. Così la memoria, dopo essersi inzuppata a dovere nel dubbio, tornò poco gentilmente a tormentarla: e fu tanta la confusione, che Diana a distanza di poco non seppe più distinguere la vita reale da quella onirica. Le sue giornate si esaurivano con una cadenza funebre, e ciò che le accadeva realmente ricompariva senza riserve nei suoi sonni agitati; allo stesso modo ciò che sognava faceva da padrone alle sue giornate, che divenivano così senza capo né coda. Era come in preda ad uno stato febbrile cronico, che più di un medicinale aveva già minacciato di alleviare, ma che a distanza di poche ore poteva ritenersi inutile.
Infine a spronarla fu la noia, o meglio, un sentimento che non avrebbe saputo definire meglio di così. Pensò che tutto si sarebbe risolto riprendendo cautamente la sua solita vita. La situazione mediamente preoccupante la indusse a giocare la sua carta più squisita, il trucco da maestro, lo stratagemma più sicuro che conservava nella mente. Che nella rubrica rispondeva al nome di Vallo.
- Ciao.
- Ciao.
- Ti davo per dispersa.
- Non hai sbagliato di molto.
- ...
- Hai da fare?
- Se anche fosse?
La raggiunse in poco più di mezz'ora. In quel lasso di tempo Diana si scoprì un po' tesa, come prima di un appuntamento al buio di cui conosceva già l'esito.
Quando entrò, si guardarono reciprocamente con fare maligno. L'aveva sempre visto come un maleducato, anche nella minima cosa che potesse fare nel relazionarsi con la gente; ma al momento opportuno assumeva un'inspiegabile eleganza, paragonabile soltanto a quella di un artista che dedichi la massima concentrazione al rifinimento di un'opera. Tanto che in alcuni momenti Diana provava un oscuro disagio, come al cospetto di un'entità magnifica da cui poteva solo imparare.
Dal canto suo, Vallo era piuttosto sicuro nel ritenere che Diana fosse stata l'esperienza più eclatante dei suoi 23 anni: già allora sapeva di aver trascorso con lei le ore più idilliache e depravate che potesse ricordare.
- E' la prima volta che non sono costretto a cercarti.
- Non ti ho chiamato per fare due chiacchiere.
- Che vuoi dire?
- Che adesso vengo ai fatti.
- Se ti ricordi yet how.
He took two steps to challenge him. He raised his eyebrows with an air of sufficiency, then came and took her violently to one side. Their lips were exchanged until a slimy fitting Diana, to retrace his steps, he fell back on the couch sinking. The contact of the two bodies became more and more electric finally unsustainable. Now in its saturation of the senses, he began to caress her breasts hungrily, while Diana slipped her hand gently on his sex. Vallo took off his shirt and began kissing her neck. His back, already slightly covered with sweat, shining the light bulb hanging from the center of the room. She closed her eyes, continuing a compiere gesti delicati ma sicuri, e li riaperse solo quando lo sentì irrompere in lei. Fu per entrambi come rivisitare minuziosamente i luoghi di un viaggio obliato, così intenso da non poter risiedere nel disordine delle loro caduche esistenze. Era quel flusso di percezioni inarrestabile per cui ognuno si era ripromesso di mantenere un rapporto privilegiato con l'altro. Diana riconobbe ancora una volta l'ardente impeto di quell'amante occasionale, destinato a sorreggerla nei momenti in cui oramai ogni piacere diveniva tremendamente ordinario.
Una volta concluso l'amplesso in senso stretto, Vallo rimase a lungo di fianco a lei, lasciando scorrere il palmo lungo tutta la sinuosità di quel corpo, che nuovamente gli parve divino. Nella misura in cui her fingers felt a mole on the skin more pronounced, as he had a jolt to the heart, even after hours of lust that would be appeased. Diana breathed deeply admire her face, so dedicated and attentive towards the practical inimitable. Until
came the moment when Vallo rose almost abruptly, dressed, went to take a glass of water and disappeared greeting barely. Not at all surprised, stood a few moments lying on the velvet cushions, and then rise again with a sigh.
Somehow, all this could truly make her forget the events of a few days before. But then, just minutes after coming out of a hot shower, Diana felt the bell through the apartment with the decision, but this time there was nobody who could wait.
0 comments:
Post a Comment